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Perché scegliere il cotone organico biologico

Perché scegliere il cotone organico biologico

Matteo Donolato

Matteo Donolato

Il nostro pianeta sta affrontando sfide senza precedenti in termini di clima e ambiente. È per questo che ormai da qualche anno sentiamo parlare sempre più spesso di abbigliamento ecosostenibile. Una soluzione efficace al problema dell’inquinamento nel settore moda. Ed uno dei materiali più utilizzati in questo contesto è proprio il cotone organico. Il cotone esiste da migliaia di anni e viene coltivato da molte generazioni per infiniti scopi. Si tratta di un tessuto leggero e confortevole, parte importante del nostro abbigliamento quotidiano tanto da essere considerato la fibra naturale più usata al mondo. Viene utilizzato per la produzione di magliette, jeans, capi per l’intimo, ma anche tessuti per l’arredamento e la casa. Ma cosa rende il cotone così speciale? È il suo tocco morbido? La comodità? La capacità di assorbire l’umidità? La durata? È sicuramente tutto questo insieme e molto di più! Per esempio è accessibile e conveniente, ampiamente disponibile. Il cotone è inoltre considerato tra i tessuti più leggeri, facile da asciugare e noto per essere più resistente rispetto ad altri materiali. Ma c’è di più. È possibile coltivare il cotone in modo biologico e organico così da ridurre i consumi di acqua e azzerare l’utilizzo di sostanze nocive: un sistema ecologico diffuso e ormai utilizzato in tutto il mondo. Ci sono tanti buoni motivi per passare al cotone biologico, a patto che sia garantito standard di qualità, come il Global Organic Textiles Standard (GOTS). Ma perché scegliere il cotone organico?

 

Il cotone organico è migliore per chi lo indossa innanzitutto perché si tratta di una qualità migliore. Questo perché l’elemento base è la fibra in fiocco che viene prelevata intorno al seme di cotone e poi filata. Se questa fibra viene mantenuta in buone condizioni, il filo sarà più morbido e resistente, e così anche il tessuto realizzato con quel filo. Ecco perché il tessuto dei capi CasaGIN è così morbido e resistente: non scendiamo mai a compromessi sulla qualità, sul peso del tessuto o sul numero di fili e utilizziamo sempre prodotti organici certificati GOTS, il che significa che le numerose sostanze chimiche aggressive utilizzate nella coltivazione e nella produzione del cotone convenzionale sono bandite dalla produzione del nostro cotone. Oltre ai numerosi erbicidi, pesticidi e insetticidi utilizzati per coltivarlo, la produzione di cotone convenzionale include alcune sostanze chimiche estremamente dannose, tra cui benzeni clorurati, clorofenoli, interferenti endocrini, trattamenti con ammoniaca, coloranti azoici, formaldeide, candeggianti clorurati e metalli pesanti. L’uso di tutte queste sostanze chimiche è vietato nella produzione di cotone biologico certificato GOTS: in questo modo chiunque può avere la certezza di ciò che indossa.

 

Il cotone biologico è una scelta migliore per l’ambiente. Stiamo diventando tutti sempre più consapevoli del terribile impatto che le nostre abitudini hanno sull’ambiente e il passaggio dal cotone convenzionale al cotone biologico può aiutare a ridurre il riscaldamento globale. Il cotone biologico ad esempio utilizza il 91% in meno di acqua rispetto al cotone convenzionale e contribuisce all’aumento della biodiversità.

 

Inoltre, a differenza dei produttori di cotone convenzionale, che non devono rispettare regole e mirano solo all’aumento della produzione, il cotone biologico certificato GOTS (Global Organic Textile Standard) deve rispettare criteri molto specifici, che includono valutazione di tutte le sostanze chimiche nel rispetto di tossicità e biodegradabilità, divieto di utilizzo di metalli pesanti tossici, formaldeide, solventi aromatici, nanoparticelle funzionali, organismi geneticamente modificati (OGM) e loro enzimi, divieto di candeggio al cloro, divieto di coloranti azoici (che rilasciano composti amminici cancerogeni), limiti rigorosi sui residui indesiderati in tutte le materie prime, intermedie, prodotti tessili finali e accessori, divieto di utilizzo di metodi di stampa con solventi aromatici, plastisol con ftalati e PVC, obbligo di utilizzo di impianti di trattamento delle acque reflue, obbligo di tenuta registri completi sull’uso di sostanze chimiche, energia, consumo di acqua e trattamento delle acque reflue, compreso lo smaltimento dei fanghi e infine l’obbligo per tutti gli operatori di avere una politica ambientale che includa obiettivi e procedure per ridurre al minimo i rifiuti e gli scarichi.

 

 

Il cotone biologico assicura infine migliori condizioni di lavoro a chi si trova dietro le quinte del sistema produttivo. Si stima infatti che circa 100 milioni di famiglie in tutto il mondo dipendano dalla coltivazione del cotone, con il 99% dei coltivatori di cotone biologico che vivono in paesi in via di sviluppo.  Ciò che generalmente non è inoltre noto è che lo standard GOTS controlla anche rigorosamente i criteri sociali utilizzati nella produzione del cotone biologico per garantire che i lavoratori siano trattati in modo equo in tutto.

 

Il mercato del cotone convenzionale è dominato dai grandi produttori di semi geneticamente modificati, con gli agricoltori costretti ad acquistare nuovi semi ogni anno anziché risparmiare parte del raccolto dell’anno precedente. Devono quindi acquistare ulteriori pesticidi e fertilizzanti chimici per sostenere queste colture. I suoli e i corsi d’acqua sono danneggiati dalle sostanze chimiche dannose, che vengono spesso applicate anche con misure di sicurezza inadeguate, contaminando ulteriormente le comunità circostanti e avvelenando coloro che devono applicare queste sostanze chimiche o che hanno la sfortuna di vivere vicino al raccolto di cotone convenzionale. Il danno all’ambiente locale riduce anche la capacità dei piccoli agricoltori di coltivare colture aggiuntive oltre al cotone, rendendo più difficile per gli agricoltori diversificare i propri redditi e fornire sicurezza alimentare alle proprie famiglie.

 

Nella produzione di cotone biologico gli agricoltori possono riutilizzare i semi che hanno salvato dal raccolto dell’anno precedente. Non hanno bisogno di acquistare sostanze chimiche dannose, il che significa che tali sostanze chimiche non vengono applicate al loro ambiente locale. Nutrono invece i loro terreni, migliorandoli per il futuro, bloccando ulteriore CO2 e migliorando la sicurezza alimentare.

 

Il cotone biologico possiede insomma caratteristiche che lo rendono più sano per chi lo indossa, più salutare per l’ambiente e in grado di migliorare le condizioni dei lavoratori coinvolti nella filiera. Quello che utilizziamo in CasaGIN è inoltre lavorato in Italia e ovviamente certificato GOTS (Global Organic Textile Standard) e quindi privo di sostanze nocive alla salute. Lavoriamo i nostri capi in piccole aziende italiane dove il lavoro tessile è ancora un’arte manifatturiera, per un vero made in Italy. Siamo convinti che solo attraverso uno sforzo congiunto possiamo raggiungere un obiettivo ecosostenibile ma soprattutto etico. Abbiamo scelto la moda sostenibile perché crediamo nella possibilità di cambiare il mondo e ci impegniamo in questo ogni giorno realizzando capi che sono fonte di benessere per il corpo e per la Terra. Per questo scegliere CasaGIN significa bene.

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