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Verso un’economia sostenibile e circolare

CasaGIN

Verso un’economia sostenibile e circolare

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Matteo Donolato

Matteo Donolato

In CasaGIN crediamo che l’attuale modo di vivere e consumare nel mondo non sia più sostenibile. Ci troviamo a vivere in un pianeta sempre più minacciato da inquinamento, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e cambiamenti climatici. Mentre il consumo consapevole e responsabile da parte di persone, stati o industrie può ritardare l’esaurimento delle risorse, è necessario trovare e concordare nuovi modi per produrre, utilizzare e smaltire prodotti, come i tessuti. E’ per questo che l’ente europeo dell’industria tessile e dell’abbigliamento Euratex, ha reso pubblico il piano d’azione per un’economia circolare allo scopo di garantire l’uso sostenibile delle risorse e quindi affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche più urgenti che riguardano ormai l’intera popolazione mondiale.

Il documento dettagliato è il risultato di un’ampia consultazione dal basso verso l’alto con i membri Euratex, le associazioni nazionali e di settore e oltre 100 aziende europee nel campo della moda. Vengono elencati dodici punti chiave in grado di fornire contributi sostanziali agli obiettivi della Commissione Europea verso un piano di economia circolare che prenda il via nel 2020.

 

 

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Ecco i 12 punti chiave:

 

1. Sviluppare collaborazioni più intense tra autorità dell’UE, ONG, industrie, agricoltori, venditori al dettaglio, gestori di rifiuti e produttori di macchine con lo scopo di utilizzare le reciproche competenze e sviluppare un piano d’azione per l’economia circolare.

2. Stimolare la domanda di materiali riciclati al fine di abbassarne il costo, ad oggi ancora troppo alto, se confrontato con quello di materiali vergini. Così da attivare, tra l’altro, investimenti e partnership.

3. La progettazione di un prodotto circolare deve essere premiata / incentivata / raccomandata.

4. I consumatori devono scegliere ciò che è meglio per loro e per l’ambiente. C’è bisogno di consumatori educati e responsabili che acquistino con coscienza.

5. Sviluppare valutazioni del ciclo di vita dei prodotti/rifiuti così da capire come riutilizzare gli stessi se riciclandoli o utilizzandoli per lo sviluppo di fonti di energia rinnovabili o altro ancora.

6. La mancanza di standardizzazione per i materiali riciclati e la relativa qualità, così come la mancanza di criteri sulla gestione dei rifiuti è un collo di bottiglia. C’è bisogno di standard europei / globali concordati.

7. La raccolta e la gestione di tessuti scartati da utenti finali e fabbriche è complessa e richiede molto tempo. E’ necessario un miglioramento dei processi attraverso cambiamenti organizzativi (partnership), ottimizzazioni logistiche e nuove tecnologie.

8. Appalti pubblici e filiere di approvvigionamento possono presentare opportunità significative. Gli appaltatori nazionali, regionali e locali possono svolgere un ruolo chiave nell’incentivare una transizione alla circolarità con le loro scelte, dando segnali ai mercati e sforzi gratificanti.

9. I prodotti realizzati con materiali riciclati devono soddisfare gli stessi requisiti dei prodotti realizzati con materiali vergini.

10. In tutti i paesi dell’UE è necessario rivedere la legislazione nazionale / locale sulla gestione dei “rifiuti” per comprendere quali ostacoli alla circolarità devono essere rimossi e come armonizzare la legislazione.

11. Innescare finanziamenti pubblici e privati così da creare maggiori infrastrutture, sviluppare ricerca e innovazione e generare luoghi per lo stoccaggio di materiali riciclati.

12. Incoraggiare e abilitare nuovi servizi promossi dall’industria tessile verso i consumatori.

 

 

Un cambiamento verso una società più rispettosa dell’ecosistema e più efficiente dal punto di vista dell’utilizzo delle materie prime passa sicuramente da tutto questo. I modelli di consumo e produzione ad alta intensità di risorse, i cambiamenti climatici, la biodiversità e l’inquinamento sono sfide globali e richiedono sforzi coordinati. L’Unione Europea ha già aperto la strada a politiche rivoluzionarie nella catena del valore della plastica. Ciò ha dimostrato come azioni ben coordinate tra attori del mondo imprenditoriale, società e Stati membri possano attuare politiche di cambiamento in meno di 1 anno. In CasaGIN crediamo che tutto questo sia possibile e ci stiamo già muovendo per rendere il nostro ciclo produttivo più circolare e sostenibile. E’ per questo che abbiamo selezionato materiali riciclati come il PET e l’Econyl per produrre i nostri capi più tecnici come i calzini da trekking e i costumi. Grazie alle loro proprietà questi materiali ci permettono di risparmiare grandi quantità di energia perché completamente riutilizzabili. Nel caso del PET sono le bottiglie di plastica ad essere riciclate. Per quanto riguarda l’Econyl le aziende nostre fornitrici recuperano rifiuti quali reti da pesca dagli oceani e dall’acquacoltura, scarti di tessuto da mulini e tappeti destinati alla discarica. In entrambi i casi i materiali di scarto vengono portati nei centri di riciclaggio dove, dopo un lungo processo, vengono trasformati in fiocchi e filati di una qualità così elevata da poter essere riutilizzati con caratteristiche quali resistenza, traspirabilità, durata nel tempo, sostenibilità e basso impatto ambientale.

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