La nuova frontiera dei tessuti elettronici

LIVING | Matteo

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, i tessuti elettronici sono la vera rivoluzione del momento. In una società sempre attenta all’innovazione, l’abbigliamento sembra la nuova sfida attraverso cui portare novità e mutamento ad una società in continua evoluzione. E infatti questi nuovi materiali stanno lentamente diventando realtà.

I tessuti elettronici, noti anche come tessuti smart, sono materiali che contengono componenti elettronici. La tecnologia è generalmente incorporata in fibre conduttive e può essere utilizzata in combinazione con altri software collegati ai tessuti. Sembra qualcosa uscito da un film di fantascienza, ma si tratta invece di una realtà già piuttosto diffusa, in quanto fornisce uno sguardo su un futuro già attuale. La tecnologia è infatti sempre più presente nelle nostre vite ed ora lo sta diventando anche nell’abbigliamento che indossiamo quotidianamente.

Esistono due classificazioni principali di tessuti elettronici: attivi e passivi.

  • I tessuti passivi sono quelli in grado di interpretare le condizioni ambientali esterne tramite sensori e forniscono diversi tipi di protezione a chi lo indossa. L’abbigliamento protettivo UV ne è un esempio.
  • I tessuti attivi invece, contengono sia sensori che attuatori e possono regolare la temperatura, resistere all’acqua, assorbire il vapore e accumulare calore. In sostanza, i tessuti attivi aiutano l’abbigliamento a mantenere aspetto e condizioni, proteggendo allo stesso tempo chi lo indossa.

Molti dei tessuti elettronici attualmente sul mercato sono privi di cavi, quindi niente preoccupazioni. I sensori sono così piccoli e integrati che a malapena possono essere visti e sono in grado di rilevare anche i più piccoli movimenti del corpo. Esistono sensori di allungamento, sensori di pressione e sensori di inclinazione.

Questi sensori sono flessibili e creati con l’obiettivo di essere usati in movimento. Questo per garantire un capo comodo che si muove con la persona. E in questo modo questi sensori possono lavorare a qualsiasi funzione senza interferire con i nostri passi.

Diversi tessuti sono realizzati per resistere alle intemperie e al caldo estremo. Quelli resistenti all’acqua, al fuoco e al vento sono tipicamente costituiti sia da sensori che da attuatori. Possono inoltre essere molto economici in quanto i materiali utilizzati sono semplici circuiti.

Le applicazioni sono ormai le più disparate. Un’azienda di Brooklyn, Loomia, ha recentemente lanciato una giacca che contiene un circuito privo di fili in grado di mantenere il calore. Ma i brand di abbigliamento sportivo sono, forse, i maggiori sostenitori dei tessuti elettronici. Un’azienda in particolare, la Wearable X, ha lanciato una linea di abbigliamento yoga con tecnologia integrata che fornisce feedback in tempo reale sulle pose da mantenere tramite app e sensori vibrazionali.

Ma l’alta tecnologia si sposa anche con l’alta moda. CuteCircuit vuole amplificare i sensi corporei attraverso l’abbigliamento e la realtà aumentata, l’energia solare e altri mezzi tecnologici. Alcuni articoli della collezione attuale sono una borsetta a specchio in grado di visualizzare i post social e un abito da donna che cambia colore in base al ritmo della respirazione.

Ma come interpretare tutto questo in ottica futura? Queste innovazioni tessili ci fanno capire innanzitutto che il nostro abbigliamento in futuro sarà più di una semplice rappresentazione del nostro stile personale: avrà infatti molte più funzioni. Proteggerà, affiancherà e migliorerà le nostre vite. In altre parole il nostro guardaroba diverrà sempre più integrato nelle nostre vite quotidiane e indossare tessuti smart renderà le attività quotidiane ancor più semplici.

Immagina questo: un giorno i nostri vestiti offriranno la possibilità di aggiornarci su questioni importanti senza la necessità di avere un telefono in mano e saranno in grado di riscaldarci o raffreddarci al semplice tocco di un pulsante. Oltre a queste funzioni, saranno anche in grado di alleviare i disturbi e diagnosticare malattie.

Alcuni affermano che la tecnologia si sta muovendo troppo velocemente, altri dicono che non si sta muovendo abbastanza. Qualunque sia l’opinione, non si può negare che la tecnologia è sempre più parte delle nostre vite. Quindi non c’è da stupirsi se l’interazione inizia a riguardare anche il modo in cui ci vestiamo. D’altra parte, anche in CasaGIN crediamo, in un certo senso, che i capi di abbigliamento debbano trasferire una sorta di energia, ovviamente positiva. E se questo lo si fa in modo eco-sostenibile allora il vantaggio può essere duplice, per l’uomo e per l’ambiente.